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attività di ricerca

Attività didattiche e ricerche antropologiche presso l'Università degli Studi di Milano Bicocca

La cultura plurale: luoghi, pratiche e forme dell’incontro in un contesto migratorio

E’ in corso di progettazione un programma di ricerca su "La cultura plurale: luoghi, pratiche e forme dell’incontro in un contesto migratorio": un progetto etnografico, all’interno di un programma interdisciplinare più vasto, teso allo studio della realtà e dinamiche migratorie nel quartiere di V.le Padova a Milano.

Lo studio dell’incontro, nel quartiere, tra differenti culture porrà l’accento sulle diverse modalità di investire sul "locale" da parte dei diversi gruppi presenti, in termini di risorse materiali quanto simboliche. La ricerca pertanto verterà sul locale, ma in una prospettiva in grado di situare questa dimensione nello spazio e nelle logiche dell’incontro con e tra "reti transnazionali", nel contesto dei legami sociali e delle scelte/costrizioni, che connettono la dimensione locale dell’area studiata con altri luoghi e culture dei migranti. La dimensione rituale (formale e informale), le sue pratiche, le sue forme simboliche e le relazioni che essa attiva, costituirà uno degli oggetti privilegiati di studio al fine di comprendere l’interazione tra diverse appartenenze culturali.

Uno degli scopi della ricerca antropologica consiste nel cogliere la dimensione di "novità culturale" che si produce in un contesto di questo tipo. L’incontro, infatti, problematizza l’identità che è sempre rinegoziata, una reinvenzione della propria cultura e delle pratiche e delle rappresentazioni che sono ad essa connesse. Per questo motivo il programma di ricerca privilegia la tematica delle trasformazioni culturali: di solito sottaciute nei discorsi pubblici che ripropongono sul piano ideologico le identità e i loro contenuti distintivi, esse sembrano invece essere un elemento costante delle situazioni del contatto interculturale quali quelle che vanno sotto il nome di creolizzazione e di meticciato. Nello scegliere questo approccio si intende considerare le dinamiche della migrazione "tra" la perdita e l’acquisizione culturale, consapevoli che esse non sono mai soltanto né l’uno né l’altro, come testimoniano le pratiche di ibridazione culturale di cui siamo attori e spettatori.

Le identità complesse dei soggetti migranti chiedono di essere analizzate secondo un modello che consenta di collegare insieme frammenti ibridi: si tratta di costruzioni sociali che sono prodotte tra la memoria selettiva del passato e le contingenze e i limiti del presente in una varietà di percorsi diversi, secondo un processo che contrasta con la cristallizzazione delle appartenenze nazionali operata dai discorsi dominanti. Cogliere questi processi e tali fenomeni nel contesto migratorio significa mettere in luce le pratiche di solidarietà e/o esclusione, le definizioni di genere, di status, le rappresentazioni del "domestico", del "pubblico" e della "comunità" che costituiscono il vero precipitato della vita degli immigrati.

In questa prospettiva, la ridefinizione delle identità sociali è intimamente connessa a molteplici riferimenti spaziali dei migranti: la costruzione e definizione di "casa" si accompagna ai legami e alle pratiche che rimandano ai luoghi delle reti transnazionali dei migranti. I molteplici riferimenti costituiscono tanto dei luoghi immaginati, quanto paesi o contesti sociali d’origine, a cui ci si relaziona attraverso le reti familiari, nei sistemi di visita e di scambio, per mezzo di relazioni commerciali o nelle pratiche rituali: riferimenti culturali distanti che hanno un forte influenza nella vita quotidiana sulle pratiche sociali locali.


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